2500 modenesi in cura per i dca. - dal quotidiano 'Primapagina' , 5 01 2013

Sono in aumento anche a Modena, così come in tutto il Paese oltre che nel mondo, i numeri dei giovani che soffrono di disturbi del comportamento alimentare: in base alle stime dei medici nel nostro territorio ci sarebbero 400 casi di anoressia, 600 di bulimia e 1.500 di cosiddette «forme intermedie», con un’incidenza di 250 nuovi pazienti ogni anno. In totale, dunque, più o meno 2.500 persone in cura.

Prima causa di morte
Secondo gli ultimi studi del Censis, il Centro studi investimenti sociali, questa tipologia di disturbi è tra le prime cause di morte tra le giovani di 12-25 anni. Ma nemmeno i maschi non sono esenti dal problema. E sono oltre 3 milioni le persone tra i 13 e i 35 anni che soffrono di «dca» in tutta Italia, sebbene se l’età di esordio si sia abbassata, interessando anche soggetti in età pediatrica (10-14 anni). Nella provincia di Modena, come si diceva in precedenza, si stima che ogni anno siano tra 200 e 250 i nuovi casi di queste patologie. A primeggiare nelle statistiche ci sono la bulimia (eccessi di fame smodata e incontrollabile, spesso seguiti da sensi di colpa e vomito autoindotto o abuso di lassativo e diuretici) e l’anoressia (alterata percezione dell'immagine corporea, con un’estrema paura di diventare obesi e rifiuto del cibo).
Il confronto locale con medici, nutrizionisti, psicologi e psichiatri conferma le tendenze a livello nazionale; il fenomeno, un tempo legato solo al mondo femminile, è in larga diffusione anche nella popolazione maschile, sempre più interessata da disturbi quali «bigoressia», patologia legata alla costruzione maniacale del corpo e molto diffusa tra coloro che praticano body building, e «ortoressia», segnata da una maniacale attenzione alla scelta dei cibi. 
Trovano altresì conferma i dati esposti pochi giorni fa in un’indagine firmata dal Ministero della Salute e dall’Istituto superiore di sanità, dal titolo «La prima riga delle favole. Fattori retrospettivi e segnali precoci dei disordini alimentari pre-adolescenziali»: in questo lavoro è stato appurato che l’età di esordio delle patologie è regredita sino agli otto anni di età.

Affrontare il problema
Il disturbi del comportamento alimentare sono trattati, per ciò che attiene la sanità pubblica, innanzi tutto dall’Ausl: all’ospedale di Baggiovara il reparto che se ne occupa è l’unità operativa di Medicina a indirizzo metabolico-nutrizionistico che, a sua volta, fa parte del dipartimento di Medicina, Endocrinologia, Metabolismo e Geriatria. Alla luce della complessità delle patologie, si opera attraverso percorsi strutturati interdisciplinari in stretto raccordo con l’équipe aziendale per i Disturbi del comportamento alimentare, che comprende medico-nutrizionista, psichiatra-psicologo-neuropsichiatra infantile, dietista e infermiere.
Sull’intero territorio italiano, e quindi pure a Modena, è poi attivo un numero verde gratuito (800-180969) per chiedere aiuto e delucidazioni sui «dca». Il servizio è parte di un progetto nazionale («Le buone pratiche di cura nei dca», su internet www.disturbialimentarionline.it) voluto dall’Istituto superiore della sanità e dal Ministero della Gioventù che nel 2008, in collaborazione con la Regione Umbria, hanno dato il via a un’indagine sull’assistenza in Italia, creando una mappa di 180 strutture e associazioni dedicate ai «dca» al fine di garantire ai cittadini affetti da queste patologie e alle loro famiglie migliori livelli di accesso e appropriatezza dell’intervento. 

Il contributo di LiberaParola
Ed è proprio attraverso questo progetto - del quale fa parte come associazione - che LiberaParola (centro modenese di psiconalisi applicata) ha potuto testare «la necessità sempre crescente - dice il dottor Maurizio Montanari,  - delle famiglie, del corpo insegnanti, dei medici di famiglia e in generale di chi non ha competenze tecniche di potersi confrontare periodicamente e pubblicamente con esperti in maniera semplice, non accademica, diretta e interdisciplinare». A questo scopo sono state organizzate da diversi anni serate divulgative e gratuite (in collaborazione con l’Ordine dei medici, la città di Modena e l’assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna) «rivolte alla cittadinanza e corsi di formazione ecm al corpus medico - precisa Montanari -. Tra i relatori, oltre all’équipe multidisciplinare del centro, vi è stata anche la dottoressa Laura DallaRagione, responsabile del progetto in una serata dedicata all’approccio multidisciplinare ai disturbi del comportamento alimentare». L’associazione LiberaParola è raggiungibile su internet all’indirizzo www.liberaparola.eu e con la e-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.