Attacco di panico: diario di un infarto quotidiano Viaggio alla scoperta del mondo della paura. Modenaqui - 12 - 04 - 2011

Ne parliamo con lo psicoterapeuta Maurizio Montanari

Con Maurizio Montanari, psicoterapeuta del Centro di psicoanalisi applicata ‘Libera la Parola’, parliamo dei disagi che affliggono la società contemporanea.
Dottore, che cos’è l’attacco di panico? L‘attacco di panico, in termini tecnici Dap (disturbo da attacco di panico) è una crisi d‘ansia estrema, sconvolgente, che comporta i sintomi fisici e psichici dell‘ansia al massimo dell‘intensità, fino a provocare la paura di morire, di impazzire o di perdere il controllo.
Può provocare anche la depersonalizzazione, che consiste nel sentirsi come estraneo a se stesso, come distaccato da sé o come un automa.
Chi ne soffre è soggetto ad attacchi frequenti, imprevedibili, inaspettati e non provocati né da una malattia, né da una particolare sostanza.
Quando si verificano gli attacchi di panico? Si verificano nelle situazioni più diverse.
Non ci sono parole realmente efficaci per descrivere l‘attacco di panico.
Un clinico lo sa bene, ma ancor meglio lo può testimoniare chi ne viene colpito e sopraffatto.
Il terapeuta apre la porta a persone che cercano di parlare di quell’indicibile che gli sta accadendo, intenti a domare con le parole qualcosa che sfugge ad un’opera di classificazione.
Si tratta di un compito difficile, quanto può esserlo narrare del fulmine mentre si abbatte sulla mura domestiche.
Lei, che ne ha visti tanti, come descriverebbe la sensazione che si prova? L‘attacco di panico è un sisma privato, è una crepa della propria casa che si espande mentre gli edifici del circondario appaiono saldi.
«Non so cosa mi stia succedendo.
Sino ad oggi la mia è stata una vita tranquilla.
Ho paura a prendere l‘auto.
Sto chiusa in casa da almeno due settimane».
Con questo repertorio di frasi il paziente lancia una corda per aggrapparsi al mondo, nella speranza che possa placare la scossa tellurica che si sente dentro, non prevista da alcuno strumento.
Il panico regala la dannata idea di essere stati scelti per sperimentare questo particolare infarto della vita quotidiana.
Il panico affibbia uno stigma, alimenta se stesso e conduce all‘isolamento, spezza il legame sociale.
Cosa c’è dietro questi attacchi di panico? Per meglio comprendere l‘attacco di panico è necessario inquadrarlo nei suoi molteplici aspetti.
Ciò comporta il rifuggire gli approcci unilaterali e le teorie che prescindono dal soggetto che ne soffre.
La crisi di panico non è un evento generalizzabile, ma è intimamente legato alla specificità della storia di chi ne è portatore.
Il Dap, prima di ogni definizione manualistica, è un evento che segna la vita e ne costituisce uno spartiacque.
E’ un fenomeno complesso, non sempre ben identificato, la cui sottile differenza con l’angoscia è oggi tema di studio e di discussione.
Come lo definirebbe? Il panico? E’ un ospite indesiderato che non si fa annunciare, ma irrompe nella vita del singolo.
Il panico lascia uno stigma, si autoalimenta e conduce all‘isolamento spezzando il legame sociale.
E’ utile operare una distinzione tra il disturbo da attacco di panico che colpisce senza preavviso e la crisi acuta d’angoscia, della quale sovente il Dap è il punto di arrivo.
Quindi una ‘crisi acuta di angoscia’ può culminare nell’attacco di panico.
Ma non si tratta della stesso fenomeno.
E’ esatto? L‘angoscia è un sentimento connaturato all‘uomo.
Prima di divenire un elemento invalidante è il segnale di un’interrogazione interiore, legata all’opacità di un enigma, a situazioni che implicano una scelta.
Una tensione che sopraffà senza che si sappia da dove venga e a che cosa tenda.
Bisogna dunque, in via preliminare, mettere da parte la comune accezione negativa che si dà all’angoscia e intenderla come un elemento capace di aprire alla riflessione soggettiva .
In alcuni casi l’angoscia può evolvere in uno stato paralizzante, tale da impedire il soggetto nel pensiero e nel movimento, culminando in malessere fisico e senso di costrizione .
Il Dap ha un tempo, l’ora, e un oggetto, il corpo, e, nella maggioranza dei casi, non presenta dei prodromi tali da permettere al soggetto che ne soffre di mettersi al sicuro prima della crisi.
Come si possono distinguere Dap e crisi d’angoscia ? Allo stato visibile, Dap e crisi d‘angoscia sono fenomeni identici.
Entrambi culminano in una richiesta di aiuto.
Tuttavia mentre l’angoscia introduce e modula il tempo dell’elaborazione personale, potendo il soggetto contare su alcuni punti che egli bene o male conosce («sono angosciato a causa di questa o quella questione, devo fare qualcosa per uscirne».
«Questo viaggio mi sta angosciando».
«L’idea di avere un figlio mi blocca»), il Dap non offre le stesse possibilità.
Il panico implica una partenza da zero.
Più sordo e monolitico, scardina la quotidianità dell’individuo e costituisce per lui un enigma in quanto evento senza precedenti.
Il paziente è consapevole della propria patologia? Il paziente che ne è colpito nella maggior parte dei casi giunge in un luogo di cura sprovvisto di un qualsivoglia appiglio al quale ricondurre questo stato inaspettato.
Può capitare di fronte a scelte importanti della vita, quando non si sa quale decisione prendere.
E’ come cadere in una condizione di blocco, sintomo di un forte desiderio di cambiamento.
Ma il panico è solo una delle forme nelle quali si manifesta il disagio della società contemporanea.
Ci sono anche i disturbi dell’alimentazione.
Sì, ma i due fenomeni possono anche, alle volte, essere collegati.
Molte persone affette da disturbi del comportamento alimentare, vanno incontro a profonde crisi di angoscia nel momento in cui sono sottoposte ad alimentazione forzata e vedono il peso salire inesorabilmente senza che possano governare il meccanismo di controllo delle calorie.
E’ una patologia solo femminile o anche maschile? Si tratta di un fenomeno che interessa sempre più anche gli uomoni.
Questo aspetto dell’anoressia sarà oggetto di un approfondimento che terremo la sera del 24 maggio, parlando dei cosiddetti Giganti d’argilla che è il titolo del libro della dottoressa Dalla Ragione, (vedere box).
 
Psicanalisi senza lettino: sei incontri per imparare a vivere meglio Un ciclo di conferenze gratuito dal 16 aprile alla Palazzina Pucci
A partire da martedì 19 aprile, alle 20.30 alla Sala Pucci (Via Canaletto 108) prende il via una rassegna di incontri intitolati, Psicanalisi senza lettino: psicanalisi applicata ai disagi della contemporaneità.
Gli incontri, organizzati dall’associazione Libera Parola, presieduta dal dottor Montanari, sono gratuiti ed aperti all’intera cittadinanza.
Il primo incontro, alle ore 20.30, si terrà martedì 19 aprile e sarà intitolato Il sintomo non è la malattia - Le vie della psicoanalisi applicata.
Parteciperà il professor Gian Paolo Guaraldi, professore Emerito di Psichiatria, all’Università di Modena e Reggio Emilia e il dottor Maurizio Montanari, Psicoterapeuta psicanalitico.
Nell’incontro verrà analizzato il testo Quando la psicoanalisi scende dal lettino, di M.
Termini.
L’incontro successivo si svolgerà martedì 26 aprile, sempre alle 20.30 e sarà intitolato Le trappole del panico - Attacchi di panico, vissuti d’angoscia: oltre la maschera.
Interverrà, insieme al dottor Maurizio Montanari Sebastiano La Spina, Presidente nazionale Lidap Onlus.
Nel corso del dibattito sarà analizzato il testo Il posto del panico, il tempo dell’angoscia, di M.
Montanari.
La tappa successiva sarà alle ore 20.30 di martedì 10 maggi, con un incontro dal titolo Le nuove patologie Etichettare la sofferenza.
Nuove sindromi e patologie nell’epoca del consumismo.
Ne discuteranno insieme il dottor Maurizio Montanari, il dottor Luca Poma, giornalista e portavoce nazionale della campagna ‘Giù le mani dai bambini’.
Si discuterà dell’opera, Pazzi come noi, di E.
Watters.
Alle ore 20.30 di martedì 24 maggio si parlerà di Corpi maschili e figure femminili - L’approccio multidisciplinare ai disturbi del comportamento alimentare.
Interverranno il dottor Alvaro Colombo, vicesindaco del Comune di Modena, la dottoressa Laura Dalla Ragione, responsabile centro disturbi alimentari di Todi, Azienda USL 2 di Perugia, il referente scientifico del Ministero della Salute per i DCA e del Progetto ministeriale Le buone pratiche di cura e la prevenzione sociale dei DCA, la dottoressa Ivana Pernigotto, e il dottor Maurizio Montanari .
Nell’incontro verrà analizzato il libro Giganti d’argilla: i disturbi alimentari maschili, di L .
Dalla Ragione.
L’incontro di mercoledì 1 giugno, infine, avrà il titolo Esiste la salute mentale? I disturbi mentali dei migranti. Parteciperanno, insieme al dottor Maurizio Montanari, la dottoressa Susanna Liberatore, psicologa presso il Consultorio Augusta Pini, la Fondazione Augusta Pini-Istituto Buon Pastore Onlus di Bologna.
Nel corso dell’inconro verrà analizzato il testo La follia degli altri, di T.
Natahn.
Alle 20.30 di martedì 14 giugno, infine, si parlerà di Angoscia in ambulatorio - Farmaci e parole tra medico-paziente.
Questa volta, accanto al dottor Montanari, ci sarà il dottor Michele Garagnani, medico di famiglia, il dottor Marco Venuta, psichiatra e responsabile del centro per lo studio e la cura dei disturbi dell’umore presso il Policlinico di Modena.
Il testo analizzato sarà Medico, paziente e malattia, di M.
Balint.

A chi si rivolge Fenomeni quali disturbi d’ansia, dipendenze, attacchi di panico, depressioni, ...
A chi si rivolge Fenomeni quali disturbi d’ansia, dipendenze, attacchi di panico, depressioni, disturbi del comportamento alimentare assumono oggi una dimensione preoccupante.Chiunque ne può soffrire.
LiberaParola offre la possibilità di approfondire il malessere di cui si soffre, o di cui soffrono familiari o persone vicine, per orientarsi con più consapevolezza nella scelta di un proprio percorso.
Da quando L’associazione LiberaParola - Consultorio di Psicoanalisi Applicata si costituisce formalmente nel 2009.
L’orientamento teorico-clinico dell’equipe di LiberaParola è la psicoanlisi.
Gli autori di riferimento Sigmund Freud e Jacques Lacan.
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