Meno psicofarmaci, meglio altre vie. Gazzetta di Modena - 19/04/11

La psicoanalisi come chiave di interpretazione e superamento dei disagi legati alla società contemporanea, con l'obiettivo di ridurre al minimo l'uso degli psicofarmaci e di evitare che «le caratteristiche proprie del nostro essere persone finiscano per essere etichettate tutte come malattie» dice il dottor Maurizio Montanari. È l'obiettivo dichiarato del centro multidisciplinare di psicoanalisi applicata LiberaParola, promotrice di una serie di incontri che iniziano oggi (www.liberaparola.eu). La rassegna di incontri si apre questa sera (Sala Pucci, via Canaletto 108, ore 20.30) con un dibattito dal titolo "Il sintomo non è la malattia" al quale presenzieranno Maurizio Montanari, psicoterapeuta di LiberaParola, e il professor Gian Paolo Guaraldi docente emerito di psichiatria all'università di Modena. «Ciò che sta alla base del nostro lavoro è la convinzione che non necessariamente avere un sintomo significa essere malati - spiega Montanari - Oggi purtroppo si tende a farmacologizzare all'eccesso gli individui e a classificare le tante e diverse caratteristiche delle persone come vere e proprie malattie. Basti pensare alla nuova edizione del Dsm, il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, che sta per uscire, dove vengono classificate come patologie semplici sfumature del nostro essere o gli stati d'animo che animano la nostra esistenza». La seconda serata è prevista per il 26 aprile, "Le trappole del panico" dove insieme a Montanari ci sarà Sebastiano La Spina della onlus Lidap, la Lega che si occupa degli attacchi di panico. «Oggi si impedisce all'angoscia di trovare il suo giusto posto nella nostra vita - aggiunge Montanari - l'attacco di panico è sovradiagnosticato proprio perchè si tende a definire tale ogni segnale di disagio o di angoscia, che meriterebbe invece di essere affrontato, approfondito e "metabolizzato" dalla persona. Si preferisce schiacciare il problema con un farmaco, anzichè affrontarlo in maniera completa e multidisciplinare come andrebbe fatto». Il 10 maggio sarà la volta delle cosiddette "Nuove patologie" e relatore sarà Luca Poma, giornalista portavoce della campagna "Giù le mani dai bambini" che si batte da anni contro l'etichettatura «di cui sempre più spesso sono vittima i bambini» prosegue Montanari. «Basti pensare ai numeri spropositati delle diagnosi di Adhd, la sindrome da iperattività e deficit dell'attenzione, che classifica come malati i bambini che si comportano come...bambini, peraltro con modalità ritenute da più parti troppo opinabili. Negli Stati Uniti la somministrazione di psicofarmaci ai bimbi ha raggiunto livelli allarmanti; questo approccio, per noi, è un punto di accesa discussione». Il 24 maggio il titolo della serata sarà "Corpi maschili e figure femminili", con la partecipazione della dottoressa Laura Dalla Ragione, referente scientifico del ministero della salute per un progetto dedicato ai disturbi del comportamento alimentare. «Tali disturbi sono diffusissimi tra le donne, dai 12 ai 25 anni soprattutto, ma si stanno diffondendo velocemente anche tra gli uomini - spiega ancora Montanari - e riteniamo anche in questo che sia necessario un approccio multidisciplinare». Le ultime due serate saranno l'1 e il 14 giugno e saranno dedicate rispettivamente ai disturbi mentali dei migranti e alle angoscie degli stessi medici di medicina generale. (cl.be.)