IL TEMPO E L’ATTO NELLA PRATICA DELLA PSICOANALISI

Di seguito la lettere del Dr. Domenico Cosenza, Presidente SLP, di presentazione del XIV Convegno della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi IL TEMPO E L’ATTO NELLA PRATICA DELLA PSICOANALISI

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Cari Colleghi,

il XIV Convegno nazionale della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi, che terremo a Milano al Teatro Franco Parenti sabato 11 e domenica 12 giugno prossimi, ruoterà attorno a quello che può essere ritenuto come il tratto più caratterizzante della pratica analitica secondo l'orientamento offertone da Lacan: la scansione temporale della seduta non costruita sul tempo standard dell'orologio, ma piuttosto sul tempo dell'inconscio dell'analizzante, sancito dall'intervento dell'analista.  Sappiamo quantomeno che fu proprio a partire dalla sovversione della funzione del tempo nella seduta analitica da lui introdotta, e dalla trasmissione della sua logica nell'insegnamento della psicoanalisi agli analisti in formazione, che si produsse ciò che Lacan aveva definito come una vera e propria "scommunica" dall'Associazione Psicoanalitica Internazionale di cui faceva parte. Così Lacan definisce questo passaggio drammatico della storia della psicoanalisi nel Seminario XI su I quattro concetti fondamentali della psicoanalisi . Passaggio di cesura dall'IPA e di preparazione alla fondazione della propria Scuola, come possiamo leggere nell'Atto di fondazione del 1964.  
L'eresia compiuta da Lacan sulla funzione del tempo nella seduta era per lui uno sforzo di tenere fede alla dottrina di Freud sulla temporalità dell'inconscio, di cui il padre della psicoanalisi ci ha restituito la struttura nel concetto di Nachtraglickeith, che Lacan ha tradotto con il termine francese après-coup. L'esperienza soggettiva del tempo non segue la linearità del tempo cronologico. Tantomeno per la psicoanalisi di Freud e Lacan essa si riduce al piano fenomenologico de tempo vissuto dalla coscienza. Piuttosto Lacan parlando del tempo dell'inconscio utilizza fin dagli scritti che precedono il suo insegnamento nel campo della psicoanalisi la nozione di tempo logico, per mettere in evidenza che l'esperienza soggettiva del tempo è in rapporto agli effetti della struttura  in cui il soggetto è preso.  Struttura che è articolata come un linguaggio, e che dà un posto preciso al soggetto nella catena significante di cui si compone la sua storia singolare. Struttura che però è anche abitata da un godimento irriducibile al significante a cui il soggetto è abbarbicato, e che orienta la sua esperienza del tempo.  La cosiddetta atemporalità dell'inconscio che Freud sottolineava ci introduce ad una esperienza del tempo cristallizzata, quale è quella che entra in gioco nella ripetizione, in cui il soggetto è dominato senza saperlo dall'orientamento del proprio godimento fantasmatico. Il lavoro dell'analisi opera nella direzione opposta quella dettata dal fantasma:  conduce l'analizzante ad isolare ed attraversare la costruzione fantasmatica in cui è rimasto catturato, ed a riaprirsi ad una inedita relazione con ciò che causa il suo desiderio. La cristallizzazione atemporale del fantasma lascia così il posto, nel lavoro dell'analizzante, mammano che gli effetti dell'analisi si fanno sentire, ad una "erotica del tempo", secondo la felice formula introdotta da Jacques-Alain Miller : al cuore dell'esperienza soggettiva del tempo viene allo scoperto la dinamica inconscia del rapporto del soggetto con la pulsione,  il desiderio e ciò che lo causa. La fretta, l'attesa, la precipitazione, l'urgenza, ne sono manifestazioni sensibili nell'esperienza del soggetto in analisi.
Per questa ragione, Lacan introduce, dapprima con l'invenzione della seduta a tempo variabile di cui ci parla in Funzione e campo del '53 che inaugura il suo insegnamento in psicoanalisi , in seguito con la dottrina dell'atto analitico nel suo Seminario inedito L'acte analytique del 67-68, una modalità di esercizio della pratica analitica che mette in valore, in controcanto alla temporalità fissata e cristallizzata nel fantasma, la discontinuità temporale, in linea con la struttura pulsionale dell'inconscio come taglio, come battito, come movimento di apertura e chiusura. Come sottolinea Lacan e riprende Miller, l'atto analitico introduce una discontinuità tra il prima ed il poi, dopo il suo prodursi il soggetto non è più quello di prima . E tuttavia, possiamo dire che di atto si sia trattato soltanto a posteriori, après-coup, alla luce degli effetti che ha prodotto nell'esperienza dell'analizzante. In questo senso c'è sempre qualcosa d'incalcolabile nell'atto, qualcosa di non garantito.
Detto questo non dobbiamo confondere l'introduzione della dimensione dell'atto analitico in Lacan con un incitamento all'interventismo dell'analista nella pratica clinica. Al contrario, il valore dell'atto è dato proprio dal suo essere raro e dal suo non confondersi con la continuità dell'azione, ma occorre che l'analista lo ponga al centro del proprio orientamento nell'analisi. L'atto analitico  infatti per Lacan prende il posto di un dire , si produce nel campo d‘intervento significante , è nachtraeglich , ha un rapporto strutturale con il transfert .   L'atto inaugurale dell'esperienza analitica è per Lacan il dire sì da parte dell'analista alla domanda dell'analizzante, autorizzando così l'avvio del lavoro analizzante. Nel corso del Convegno avremo modo di soffermarci su questo atto d'avvio dell'analisi, così come sul momento di concludere a cui si giunge al termine dell'esperienza analitica, come potremo ascoltare in particolare nelle testimonianze degli AE.

Questo Convegno in qualche modo compie un ciclo in rapporto ai due precedenti. Possiamo dire ora, a posteriori, che ciò che ci ha mosso come Scuola in questi tre anni è stata l'esigenza di ripensare ai fondamenti della pratica analitica secondo l'orientamento di Freud, Lacan e Miller. Se due anni fa a Roma abbiamo scandagliato il tema del transfert, pensandolo nella tensione tra amore e godimento e in rapporto alla funzione della supposizione di sapere messa in luce da Lacan; se un anno fa a Ravenna abbiamo esplorato la funzione del corpo parlante, il potere della parola a partire dal suo nucleo di godimento radicato nel corpo, in breve la dimensione del parlêtre introdotta nell'ultimo insegnamento di Lacan e di cui ci occuperemo approfonditamente a Rio ad aprile nel prossimo Congresso dell'AMP; ciò che quest'anno sarà al centro dei nostri lavori sarà l'inconscio in quanto taglio temporale e la sua messa al lavoro nella seduta analitica secondo l'orientamento datoci da Lacan.
Più precisamente la dottrina del tempo in analisi nel suo rapporto strutturale con la posizione e l'intervento dell'analista,  il nodo tra tempo dell'analisi ed atto analitico sarà allora il cuore tematico di questo Convegno nazionale della SLP.



L'organizzazione del Convegno sarà volta ad amplificare questo nodo cruciale al centro della pratica analitica lacaniana. Cercheremo infatti in primis, nelle sessioni plenarie, a partire dal sabato mattina, di fare il punto sulla funzione del tempo nella seduta lacaniana e sulla sua differenza dal tempo standard, cercando di mettere in evidenza l'impatto che l'introduzione della variabilità del tempo, della brevità e del taglio della seduta, al cui cuore si situa sempre l'intervento dell'analista, hanno oggi sugli analizzanti, a più di 60 anni di distanza da "Funzione e campo della parola e del linguaggio in psicoanalisi".
In secondo luogo cercheremo di aggiornare il nostro discorso tenendo conto del lavoro in analisi con soggetti che presentano, come è piuttosto tipico nella contemporaneità, una difficoltà specifica in rapporto al tempo logico che si traduce in una impasse o in un evitamento del tempo per comprendere. I sintomi contemporanei, ed il loro rapporto con le difficoltà specifiche del passaggio puberale e dell'adolescenza odierni, offrono in questo senso uno spettro clinico di grande interesse per le nostre riflessioni sulla funzione del tempo  nell'epoca del declino dell'Altro simbolico e della proliferazione di soluzioni soggettive ancorate alla dimensione narcisistico-immaginaria e al passaggio all'atto compulsivo. Cosa ne è infatti del momento di concludere per un soggetto che presenta una difficoltà strutturale ad orientarsi nel tempo per comprendere? Questa questione apre una prospettiva di lettura interessante per poter leggere le interruzioni repentine del trattamenti, effetti spesso proprio di un cortocircuito tra l'istante di vedere e il momento di concludere che salta il tempo per comprendere nella processualità del trattamento. La clinica dell'acting out e del passaggio all'atto trova spesso proprio su questo terreno d'impasse del tempo logico la condizione della sua esistenza. Sarà dunque questa l'occasione per una rilettura della dottrina lacaniana del tempo logico alla luce della clinica contemporanea.
Anche in questo Convegno di Milano, come era avvenuto a Ravenna, chiederemo soccorso al teatro per illuminarci sull'oggetto dei nostri discorsi, nella migliore tradizione del connubio tra arte, letteratura e psicoanalisi inaugurata da Freud. A Ravenna fu l'Inferno di Dante, e il personaggio di Pierre Delle Vigne, recitato magistralmente da Chiara Guidi, ad accompagnarci nel nostro lavoro. Questa volta a Milano sarà all'Amleto di Shakespeare che ricorreremo, facendo così omaggio alla prossima uscita dell'edizione in lingua italiana del Seminario VI di Lacan Il desiderio e la sua interpretazione, curata da Antonio Di Ciaccia per Einaudi. The time is out of joint, "il tempo è fuori cardine" , il celebre enunciato di Amleto alla fine del Primo Atto della tragedia shakespeareana, è una tesi sul tempo che possiamo fare nostra senza difficoltà, dice il Geistzeit, lo spirito del tempo del mondo contemporaneo, ed entrerà in risonanza con quanto sarà al centro del nostro lavoro di elaborazione sul tempo e l'atto nella pratica analitica di oggi.
Il versante etico in gioco nella questione dell'atto analitico, il suo prodursi a partire da un punto di non-garanzia, ma non senza un rapporto con l'Altro, la questione temporale della decisione che viene infine assunta e posta in essere dal soggetto come risultato del lavoro in analisi sostenuto dall'atto dell'analista, sarà messo a tema in una specifica sessione del Convegno. A parlarne saranno convocati due AE in carica , Antonella del Monaco e Santiago Castellanos.

La domenica allo stesso modo, verranno indagati, in una sessione dedicata ai "momenti di concludere", degli esiti di trattamenti analitici che potranno esserci di insegnamento per rilanciare la nostra elaborazione sulle difficoltà specifiche e le soluzioni singolari che la pratica analitica incontra nella messa al lavoro della parola dell'analizzante oggi.
Una via singolare indicataci da Lacan per poterci avvicinare alla sua dottrina del tempo ed alla sua pratica dell'atto è data dal suo rapporto con l'Oriente, ed in particolare dal suo interesse per il buddismo chan. Il Seminario di Lacan si apre con l'atto del maestro zen , e molteplici sono in Lacan i riferimenti a questa matrice del suo discorso, come di recente abbiamo potuto esplorare nel Convegno internazionale su Lacan e la Cina tenutosi a Milano, e pubblicato sulla rivista La Psicoanalisi . Dedicheremo per questa ragione una sessione del Convegno al tempo e all'atto tra Oriente e Occidente, avendo di mira la messa in rilievo di ciò che fa sì che la psicoanalisi costituisca, in particolare con Lacan, come ha sottolineato Miller, il punto di avvicinamento più radicale delle pratiche d'Occidente con la saggezza orientale. Per questo scopo abbiamo previsto una conversazione su questo tema che coinvolgerà, oltre che analisti, anche cultori del discorso e dell'arte dell'estremo Oriente. Un breve spettacolo di danza orientale, ispirato dal tema del Convegno, precederà l'esperienza di questa sessione.
Dopo questo passaggio ad Oriente, la parola andrà agli Analisti della Scuola. A loro chiederemo, alla luce del percorso della loro analisi, di illuminarci sull'annodamento tra tempo ed atto nell'esperienza analitica. Hanno accettato il nostro invito due AE di recente nomina: Veronique Voruz di Londra, primo AE della New Lacanian School, e Fabian Fajnwaks di Parigi, AE dell'Ecole de la Cause Freudienne. 
Miquel Bassols, Presidente dell'Associazione Mondiale di Psicoanalisi, e Jean-Daniel Matet, Presidente della Euro Federazione di Psicoanalisi, parteciperanno attivamente al nostro Convegno, che sancirà anche la conclusione delle attività triennali del Consiglio, del Presidente e del Direttivo della Scuola in carica, e la nomina delle nuove istanze direttive della Scuola per il prossimo triennio. Il Convegno si concluderà dando la parola al nuovo Presidente della SLP. 

Come tradizione nei nostri Convegni nazionali, una parte dei lavori verrà dedicata alle sessioni simultanee. Questo avverrà  il sabato pomeriggio, e verranno esposti interventi proposti da membri e partecipanti della Scuola, o da allievi degli Istituti di formazione del Campo Freudiano, e selezionati dal Consiglio attorno a tre assi tematici:
1) Acting out e passaggio all'atto. Si tratta di proporre interventi su un caso della propria pratica da cui emerga l'impasse del tempo logico che conduce il soggetto al cortocircuito del passaggio all'atto e all'acting  out, e  l'eventuale soluzione trovata dall'analista o dall'operatore analiticamente orientato con l'analizzante per far fronte a questo punto di arresto o di blocco del trattamento, e per rilanciare la cura. 
2) Ripetizione e taglio nella cura analitica. Si tratta di presentare un caso in trattamento analitico in cui emerga la ripetizione fantasmatica a cui il soggetto è subordinato, ed in cui sia stato possibile introdurre un taglio con l'intervento dell'analista che ha arrestato o ridimensionato la pervasività della coazione a ripetere.
3) Il tempo fra transfert e domanda. Questo asse accoglie interventi su un caso nel quale sia stato possibile introdurre nella cura una scansione che ha trasformato la domanda di partenza in domanda analitica, producendo un effetto di rettificazione del soggetto e l'installazione del transfert. 
Vi aspettiamo tutti a Milano l'11 e il 12 giugno al XIV Convegno della SLP!!!

Domenico Cosenza Milano, 18 gennaio 2016
Presidente SLP

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