Hombres y semblantes - La sessualità consentita

Questo brano farà parte dei documenti prepartori al congresso:
IX Jornadas Esquela Lacaniana Psicoanalisi-20 & 21 de noviembre 2010
HOMBRES Y SEMBLANTES
Madrid,Círculo de Bellas Artes
LA SESSUALITA’ CONSENTITA L’ITALIA E LE PERVERSIONI NASCOSTE.
‘Dove sono gli uomini?’ lamenta una giovane donna che ha appena scoperto che il suo fidanzato frequenta i transessuali nelle zone di prostituzione della città.
Si domanda questo in seduta, mentre in Italia esplodeva lo scandalo estivo del governatore di una regione, il Lazio, costretto alle dimissioni perché ricattato dal transessuale che frequentava e da losche figure che gli giravano attorno. Il Governatore ha dato le sue dimissioni pur senza aver commesso alcun illecito penale, travolto dai media e dalle accuse di ‘immoralità’.  La sua condanna è venuta sia dagli ambienti della destra cattolica, quanto dalla sinistra erede del Partito Comunista che non lo ha difeso. La sua ‘colpa’ è stata l’essere stato scoperto, aver cioè mostrato pubblicamente quel che tanti sanno: molti uomini italiani frequentano i transessuali. La clinica ci dice che questa ‘passione’ è trasversale: interessa  politici,  la borghesia e gli operai, gli uomini dello spettacolo. Sovente apriamo la porta dei nostri studi a uomini che frequentano i transessuali.  Una frequentazione che non costituisce né enigma né sofferenza fino a che è  nascosta, ma sfocia in una crisi nel momento in cui queste frequentazioni vengono scoperte ( dai familiari, dai colleghi di lavoro, dalla stampa). Sono uomini qualunque, padri di famiglia, studenti. In corso di analisi una frase compare in modo ricorrente: ‘ io non sono omosessuale!’. Ecco la paura più grande. Ho constatato che declinare la sessualità facendo a meno della donna non è quasi mai una interrogazione per il soggetto,  sommerso invece dall’angoscia di essere etichettato come ‘gay’ dopo che queste relazioni vengono scoperte. E’ in questo momento che l’individuo chiede aiuto: ‘Dottore io frequento i transessuali, ma non sono gay!’ Molti di essi sono provengono da parti diverse dell’Italia, sud e nord, entrambi ambienti  molto cattolici e conservatori.  Terre di un Altro che non contempla l’omosessualità, nemmeno come forma di devianza accettata. Nel profondo sud  è diffuso il fenomeno del ‘tarantismo’ come sindrome specie specifica accettata dall’Altro per permettere alla donna di esprimere una sorta di ‘riscatto’ da una posizione subordinata, studiata a fondo da Ernesto de Martino. Ma l’omosessualità no,  è un tabù assoluto. La forza di questo Altro si propaga attraverso i membri di questa comunità emigrati al nord, nei confronti dei quali persiste il divieto di infrangere il tabù. Questo Altro plasma un legame sociale tra i suoi appartenenti nel quale l’omosessualità è vietata, ma la frequentazione dei transessuali è un elemento non classificato, non previsto,   una modalità di espressione della sessualità non  codificata.  E pertanto non sanzionata. Questo convince molti di loro che si tratta di un ‘peccato’ meno grave. Si definiscono  così ‘bisessuali’, senza però frequentare uomini o donne, ma solo transessuali. Percorrendo a ritroso le loro storie raccontate in seduta, si nota che l’incontro con la donna è  sempre stato portatore di angoscia, non sono mai riusciti a far fronte all’engima   : “Cosa vuole da me?”, quale posto deve tenere nei confronti della donna? . Enigma per rispondere al quale  è necessario l’uso di una strumentazione simbolica sulla quale si sentono sguarniti, poveri, inadeguati.  Uomini che scelgono di non commerciare con la donna, preferiscono  il ritiro e ‘ingabbiano’ la loro sessualità in una zona che gli permette da un lato di garantirsi una distanza di sicurezza dal  mondo femminile, dall’altro di non cadere in una zona vietata dall’Altro, quella appunto dell’omosessualità. Frequentare i  transessuali è un invenzione per uomini deboli, che li sostiene garantendo loro  la possibilità di non porsi la questione del come rapportarsi alla la donna.   Una zona franca, una ‘no mans’ land’ senza Legge, dove non ci sono donne,  ma non si è etichettati come omosessuali. In Italia più che mai subiamo l’eclissi dell’Altro strutturale, una Legge in via di evaporazione che ha lasciato spazio al ‘godi ‘ generalizzato. Un ‘godi’ che pervade il nostro sistema politico e mediatico, che non si manifesta completamente perché temperato dalla forza del cattolicesimo. Questo ha comportato  la normalizzazione della prostituzione e l’uso incoraggiato del corpo femminile come oggetto di scambio. Ma non ha permesso all’omosessualità di trovare un posto. In Italia frequentare i transessuali è dunque un tabù violabile, un infrazione tollerata, purchè sia invisibile. Il messaggio è un ‘godi, ma  senza farti scoprire’.

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Clinico Contemporaneo

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