Il corpo del reato

Se noi vivessimo in un paese normale, Ilaria Cucchi avrebbe commesso un reato gravissimo, sul quale non varrebbe nemmeno la pena disquisire. La pubblica esposizione della foto di un indagato di reato (grave) mentre le indagini sono in corso, mentre la magistratura sta cercando di fare luce sulle possibili cause della morte di un ragazzo, probabilmente incappato nella violenza sadica di qualcuno. Ma noi non viviamo in un paese normale.Se così fosse, un cittadino che si rivolge alla Stato per avere giustizia dopo aver sepolto un proprio familiare ridotto ad una maschera di orrore e tumefazione, dovrebbe sentirsi garantito, rassicurato. Non dovrebbe impegnare parte della propria vita girando per le piazze con le foto del fratello morto, per svegliare quella Lex sonnacchiosa che, da piccolo, gli hanno raccontato, lo avrebbe protetto e sostenuto.

Se vivessimo in un paese normale, un genitore al quale hanno restituito il figlio cadavere,      con l’espressione del viso fissata in una smorfia di dolore, che forse annunciava una morte liberatrice da un pomeriggio di pestaggi, non dovrebbe essere sottoposto alla feroce umiliazione di ascoltare, ovunque, conversazioni nelle quali qualcuno si vantava di ‘aver pestato un drogato di merda’.

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