Una per una. Madri, azioni violente e diagnosi mediatiche

Nel proliferare di articoli, opinioni e dissertazioni che hanno inondato i media dopo l’omicidio Stival,  piani diversi  (la reazione emotiva della pancia del paese, italianamente divisa tra colpevolisti ed innocentisti,  e l’analisi ‘clinica’ sul movente che avrebbe spinto l’ipotetica omicida ad agire) paiono fondersi in unico discorso: un polpettone  di sensazionalismo paesano e criminologia abbozzata, condito con luoghi comuni capaci di torcere elementi di clinica al fine di validare scientificamante questa o quell’altra ipotesi. Nulla di nuovo sotto il sole. Questa santeria è uso comune in un paese  nel quale agli esperti televisivi viene concessa una delega quasi totale su vari argomenti, tra i quali gli omicidi che lasciano interdetto il corpo sociale.

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