Lui vuole te. Due cose sull'acting out

Il luogo, è un equipè di tipo multidisciplinare. Con questo si intenda un posto dove i saperi spesso si confrontano duramente,  appiccicati al loro irriducibile che li contraddistingue.
L'amico psichiatra si lamenta di quel tale che ' gli riga l'auto'. Definendolo, spazientito, uno psicotico un pò fastidioso, che da segni di irrequietezza e, quando non ottiene quello che vuole, 'passa all'atto'.
Questa definizione è diventata una parola masticata con leggerezza, una categoria onnicomprensiva. Un pò come 'stress' o esaurimento nervoso, o spread. 'L'acting out è un fare al posto di un dire. Il passaggio all'atto è un atto impulsivo e violento che il soggetto non ha neanche il tempo di inscenare, come fa nell'acting out, perché esso dura solo un breve istante.' ( P . Lemoine, 1976)
Passaggio all'atto è un termine che si usa, sovente per gettare un ponte con il mondo psicodinamico, senza però valutare tutte le implicazioni che questo termine comporta, e la posizone che sottende.
In questo senso, divengono passaggi all'atto i tagli sul corpo dimostrativi, i tentati suicidi, i colpi sferrati alle porte. Le auto rigate. E da li , ne conseguono azioni tese a proteggersi, quando non a chiamarsi fuori dalla conduzione della cura.

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