L’inconscio che non sa aspettare. Due note sulla serie ‘ In Treatment'

Da più parti è stata giustamente mossa alla serie televisiva ‘In treatment’ la critica di non dare spazio all’inconscio, preferendo descrivere un trattamento terapeutico centrato sull'immediatezza dei comportamenti mostrati dai pazienti del dr Marr.

Duole dirlo, ma questo è un fotogramma abbastanza fedele della realtà di un analista. La pratica clinica di ogni giorno accoglie una sofferenza diffusa, un molteplice confuso e disorientato che travalica il censo, la provenienza, e altre appartenenze più o meno riconosciute.

Aprire la porta a qualsivoglia disarmonia dell’essere umano, non significa a chiunque, giacchè bisognerebbe smetterla con la piccola impostura che l’ascolto analitico possa adattarsi a ogni persona, a ogni sofferenza. E in questo la serie televisiva non mente, evitando di mettere tutti sul lettino.

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