Più sani, più belli, più pazzi.

‘Si occupano di questioni volgarmente alimentari o aperitive; bevono, fumano, mangiano, (…) Si abbuffano dieci volte più del necessario, bevono dieci volte di più di quanto dovrebbero; non sono altro che apparecchi digestivi’.

L.F. Celinè

Due anziani signori salutano dal cartellone pubblicitario mentre si godono l’assolato panorama di una spiaggia sudamericana nella quale sono arrivati grazie ad un premio della loro formula assicurativa. Non meno vivaci della coppia di pensionati che, fiera, mostra una dentatura marmorea indistinguibile da quella dei loro nipoti. La pubblicità che accompagna le nostre giornate, il linguaggio del capitalismo contemporaneo ( un Altro più conservatore per alcuni aspetti del neo liberismo anni ottanta), testimonia quanto il concetto di salute fisica si sia modificato e dilatato nel corso di poche generazioni. Dai manifesti che ci accompagnano al lavoro e colorano la via delle vacanze sono scomparsi gli acciacchi dell’età, gli uomini stanchi, i nonni finalmente a riposo. Un vigore fisico innaturale sembra essersi impossessato di quella che era chiamata ‘terza età’.

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