«I sintomi? A volte nascondono qualcosa di peggio»

Si pubblica l'intervista del Dr. Montanari apparsa il 31-03-2011 sul giornale ModenaQui.
«I sintomi? A volte nascondono qualcosa di peggio» Presto un convegno sui disturbi alimentari al maschile
 «L’emergenza della domanda di un soggetto che soffre di disturbi del comportamento alimentare, implica una mobilitazione di risorse e di competenze che devono sapersi costituire in rete in maniera stabile e continuativa nel tempo».
E’ la multidisciplinarietà dell’intervento, è il punto oggi imprescindibile secondo il dottor Maurizio Montanari referente area psicoterapia del Centro di Psicoanalisi Applicata LiberaParola che ha deciso di intervenire a proposito dell’importante problema: «La soluzione passa per una disponibilità all’ascolto preceduta da una rigorosa divisione delle competenze tra medici - spiega Montanari - nella maggioranza dei casi, infatti, la prima richiesta d’aiuto, che non necessariamente contiene una domanda di cura, viene portata al medico di famiglia, il quale deve possedere strumenti ben tarati ed affinati per valutare l’effettiva presenza e l’entità del disturbo dell’alimentazione».
«In questa prospettiva parere e la presenza del nutrizionista è d’obbligo in quanto è a questa figura che si chiede e si demanda una valutazione dei parametri corporei del soggetto che chiede aiuto - continua Montanari -.
Oggi infatti i parametri per definire i Dca sono oggetto di costante discussione: la diagnosi dell’anoressia nervosa è definita in modo scientifico: si calcola però che dal 40 al 60% i pazienti con disturbi del comportamento alimentare non soddisfino i criteri diagnostici e questa indeterminazione appare potersi tradurre in una prognosi più problematica».
«Secondo i più recenti studi esistono almeno due ‘anoressie’: quella nevrotica ( ad es isterica) e quella psicotica.
Nel primo caso infatti , lavorando sul muro eretto dalla paziente anoressica e rivolto all’Altro, è possibile creare una breccia che porti l’individuo a pacificarsi con le sue questioni interiori, e dunque tornare ad un peso accettabile, togliendo al cibo valenze accessorie.
Nelle psicosi, invece, specie quelle compensate, il corpo magro funge in molti casi da elemento di ‘tenuta’, reperito e rinforzato per evitare scompensi più profondi e gravi, dovuti per l’appunto a strutture psicotiche non deflagrate».
I disturbi del comportamento alimentare che interessano il mondo maschile sono invece un fenomeno più recente, ancora poco studiato.
Ed è proprio per questo che il Centro LiberaParola, associazione modenese selezionata ed inserita nel progetto del Ministero della Salute ‘ Le buone pratiche nella cura dei dca’ ha preparato una serie di incontri a Modena (‘La psicoanalisi senza lettino’ )per sviscerare tali tematiche.
Incontri patrocinati anche dall’Ordine dei Medici e dal Comune di Modena.
Il primo appuntamento è per il prossimo 24 maggio: in quella data sarà presente la dottoressa Laura Dalla Ragione, referente scentifica di tale progetto per il Ministero , che parlerà del suo libro ‘ Giganti d’argilla.
I disturbi alimentari maschili’.
Per maggiori informazioni sull’evento, si rimanda al sito www.liberaparola.eu o sul sito del Comune http://www.comune.modena.it

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